Dheli

Delhi, cittadina da 18 milioni di abitanti, capitale dell’India e dello stato di Delhi, principale punto d’accesso al paese per la maggior parte dei turisti stranieri, suscita pareri fortemente contrastanti. Non è facile innamorarsi di un paese quando le prime cose che incontri uscendo dall’aeroporto sono un forte inquinamento e numerosi procacciatori di clienti. Sì, purtroppo Delhi è perennemente coperta da una cappa di smog e all’aeroporto internazionale si riversa un numero incalcolabile di persone che vogliono aiutarti in qualsiasi cosa pur di racimolare qualche rupia. Ma Delhi è altro, inutile dire che a noi piace molto anche se negli ultimi anni è cambiata tanto, soprattutto New Delhi la parte “moderna” della città, quella nata dal dominio britannico, quella degli edifici governativi e residenziali. Abbiamo visitato la città diverse volte, la prima nel 1992, quando ancora le mucche erano le regine in quanto sacre, libere di girare per i quartieri e i marciapiedi degli ampi viali di New Delhi facevano da casa a migliaia di senza tetto che improvvisavano tende con sacchi e teloni di nylon per dare un riparo ai figli e alle poche cose che costituivano tutti i loro averi. L’ultima visita in aprile di quest’anno (2011), tutto sparito, proprio così niente più mucche, niente più straccioni!! Da un lato bella cosa sicuramente ma….che fine hanno fatto gli straccioni!?! Inquietante pensiero, poi l’illuminazione, il merito va a una campagna di “ripulisti” in previsione dei Giochi del Commonwealth del 2010, leggete questo: Ecco che, per gli 11 giorni di giochi, è stato predisposto un piano di ‘pulizia’ orientato all’allontanamento dalle zone centrali di 250.000 cani randagi, 60.000 senzatetto, e parte degli 800.000 abitanti degli slum. La lista dei ‘nominati’ si è presto allungata, includendo poi mucche, asini, tori, capre, topi, serpenti, elefanti e cammelli. Un massiccio intervento di lifting che ha mosso proteste sui metodi adottati per un’indianissima ‘operazione scopa’, che testimoni hanno definito “di tipo squadrista”. Ma non si sa comunque dove sono finiti i mendicanti! Noi crediamo che si siano trasferiti tutti a Gurgaon, città satellite di Delhi in velocissima e continua espansione, è lì che adesso si svolge la vera vita della Capitale. Centri commerciali, negozi di lusso, strade a scorrimento “veloce” etc.etc. insomma la città del futuro. Poi c’è Old Delhi. Se ci si mettete con le spalle al magnifico Forte Rosso e ci si incammina lungo Chandni Chowk si ha modo di conoscere il vero volto della città, quello della vita per strada. Un incredibile congestione di ciclorisciò che ormai possono circolare solo nella città vecchia, autorisciò, biciclette, pedoni, carretti trainati da uomini e/o animali talmente carichi da farti pensare che la forza di gravità non esiste, automobili, camion, mucche e capre (sì qui qualche esemplare è sfuggito al ripulisti). Insomma un’accozzaglia di tutto e di più. Un bellissimo mondo fatto di colori, suoni e odori. Magari gli odori non sono sempre piacevoli ma fanno molto India. E’ questo il punto migliore dove cominciare a fare conoscenza con il paese, un piccolo assaggio di ciò che riserva il subcontinente indiano, per capire se riuscirà a farci innamorare o se proprio non fa per noi. Le emozioni e le sensazioni saranno forti perché qui i signori della politica non riescono a nascondere nulla, la realtà è tutta per strada, partendo dai mendicanti (spesso bambini nelle mani dei racket malavitosi), passando per le immagini dei devoti in preghiera davanti a un tempio e arrivando ai venditori ambulanti di ogni cosa (es. denti d’oro),. E’ qui che si impara ad amare o ad odiare l’India perchè per Lei non esistono sentimenti alternativi.